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Metodo CHIVA per le vene varicose del Dottor Martelli

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CHIVA la nuova strategia chirurgica poco invasiva per combattere le vene varicose che conserva le vene sane attuata dal Dottor Stefano Martelli

Le vene varicose o varici, rappresentano una malattia degli arti inferiori molto diffusa soprattutto nel sesso femminile, dove rappresenta anche un fastidioso problema estetico. Possono essere trattate con un metodo poco invasivo, la strategia CHIVA, acronimo di Cura Emodinamica della Insufficienza Venosa Ambulatoriale – cioè può essere effettuata in strutture ambulatoriali dedicate, da medici altamente specializzati come il dott. Stefano Martelli. Esperto di Flebologia presso il FORMAS (Laboratorio Regionale per la Formazione Sanitaria della Regione Toscana). Il dott. Martelli è attivo a Firenze e Prato.

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Data la particolarità dell’argomento, ci terrei a spiegare in modo semplice cosa sono le Varici e quali problematiche possono generare, cosa è la Flebologia, quali sono i metodi tradizionali per trattare le varici e per quale motivo la strategia CHIVA risulta essere rivoluzionaria in questo contesto.

Vene varicose e Flebologia

La funzione delle vene è portare il sangue dalle estremità del corpo umano verso il cuore, e per svolgere questa funzione sono dotate di valvole unidirezionali. Nella malattia varicosa non riescono a svolgere questo compito, cosi che il sangue, che di norma procede dal basso in alto e dall’esterno della gamba verso l’interno, procede in modo opposto, creando dei reflussi. L’insieme di questi reflussi comporta l’insorgere della cosi detta insufficienza venosa che si caratterizza per la dilatazione dei vasi sanguigni con la formazione delle Varici: cioè di vene gonfie e tortuose che, oltre ad essere indiscutibilmente antiestetiche, sono l’espressione di uno stato patologico vero e proprio. Le vene varicose possono causare sintomi soggettivi quali la pesantezza, il pruirito ed il senso di affaticamento, ed obiettivi come il gonfiore (edema), le ulcere e le trombosi sia superficiale che profonde. Proprio per aiutare e curare i pazienti affetti da vene varicose è necessario rivolgersi a medici esperti in Flebologia, la branca della medicina che si occupa delle vene. Oltre ad occuparsi di varici e capillari con tutti i problemi che ne conseguono, la Flebologia si rivolge anche alle affezioni dermatologiche relative agli arti inferiori quando sono correlate alle disfunzioni venose (eczemi, ipodermiti etc.).

Gli interventi comuni per combattere le vene varicose

Le metodiche più diffuse sono quelle così dette ablative, cioè rendono inutilizzabile la funzione della vena safena asportandola, come il più classico stripping (letteralmente : strappamento),o obliterandone il lume mediante laser e radiofrequenza o con liquidi e schiume (scleroterapia).Questi ultimi metodi sono detti conservativi, ma impropriamente perché conservano in sede le vene, purtroppo però rese inutilizzabili, distrutte.

Strategia CHIVA

Innegabilmente gli interventi chirurgici noti fino ad ora per trattare le vene varicose risultano invasivi, richiedono un ricovero ospedaliero seppur breve, e in alcuni casi risolvono solo esteticamente il problema delle Varici dato che ne possono compromettere le funzioni e predispongono maggiormente alle recidive. Esiste però un metodo differente, poco invasivo che viene eseguito in ambulatorio senza ricovero e che conserva le safene e le loro funzioni così importanti per la nostra salute: la strategia CHIVA acronimo francese di Cura Emodinamica della Insufficienza Venosa Ambulatoriale.
E’ stato appurato che la dilatazione delle vene è la conseguenza dell’aumento della pressione sanguigna da reflusso. Tramite l’ecocolordoppler emodinamico si identificano le zone di reflusso ,o punti di fuga, che necessitano di correzione chirurgica; si tratta pertanto di interventi personalizzati e unici per singolo paziente, che avrà come vantaggio pochissime problematiche ,ma la pianificazione richiede tempo, preparazione e competenza. La cura CHIVA si attua in ambulatorio con anestesia locale (come dal dentista), con piccole incisioni che possono variare da 2 mm a 2 cm esclusivamente sui punti di fuga delle varici. Riducendosi la pressione di reflusso, le vene varicose si riducono gradualmente di dimensione; possono essere necessarie alcune applicazioni di scleroterapia di completamento estetico su venule e capillari. Il trattamento risulta indolore, non lascia cicatrici vistose, ed è talmente poco invasivo che il paziente viene invitato a camminare appena terminato il trattamento e nei giorni a seguire.

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Che dire, i risultati parlano da soli: la gamba di questo paziente è cambiata molto non solo per quanto riguarda l’aspetto delle varici, ridotte di volume solo dopo pochi giorni dall’intervento, ma anche che per il ripristino della funzione di drenaggio venoso.

Per Maggiori Informazioni o fissare una visita con il Dott. Martelli potete visitare il suo sito

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